La povertà non è una fatalità, ma un'emergenza costante da combattere

Il viaggio di Papa Francesco in Madagascar è di quelli che non saranno dimenticati molto presto: il suo arrivo, accolto da una città intera, in una ventosa Antananarivo, l'abbraccio con 100mila giovani durante la veglia, la messa di fronte ad un milione di fedeli, i balli, le coloratissime coreografie, le migliaia di bambini composti e pazienti, le lacrime di commozione sui volti dei tantissimi riuniti per ascoltare il Pontefice di Roma giunto in missione "sull'Isola dei Profumi", le migliaia di persone armate di coperte e pronte ad affrontare una notte all'aperto pur di incrociare il suo percorso. Sono solo alcuni aspetti di una visita attesa da tempo, che colpiscono il cuore di credenti e non. 

A tutti, ai malgasci e al resto del mondo, Papa Francesco ha rivolto il suo appello: «Guardiamoci intorno: quanti uomini e donne, giovani, bambini soffrono e sono totalmente privi di tutto!».  

La povertà è il nemico di combattere, l'emergenza da contrastare con ogni mezzo e con ampia progettualità perchè le persone possano trovare ciascuna il proprio modo per uscire da una spirale negativa ed essere in grado di poter guardare con nuova speranza al futuro.

Scolarizzazione, inclusione, accoglienza e accesso alle cure sono state parole ricorrenti in queste giornate. Sono queste le chiavi per riuscire ad offrire un aiuto che sia tangibile e duraturo, anche perché, sempre per citare Papa Francesco, non c'è ecologia, e quindi sviluppo sostenibile per il Pianeta, senza giustizia sociale. 

Il Papa ha anche visitato Akamasoa, il Villaggio dell’amicizia creato dal Missionario Padre Pedro, attivo nel Paese da molti anni e diventato ormai un'istituzione. Qui, molte migliaia di persone sono state accolte, prese per mano e condotte verso una vita più dignitosa, dimostrando con i fatti ciò che il Pontefice ha stigmatizzato con poche, eloquenti parole: «La povertà non è una fatalità».

MA.D.E. da un decennio è impegnata in prima linea affinchè con la pianificazione di un aiuto strutturato i bambini in situazione di pericolo possano crescere in sicurezza e conquistare conoscenze e competenze utili al proprio futuro.

Senza l'aiuto degli amici, dei donatori, dei sostenitori delle adozioni a distanza, questo non sarebbe possibile: grazie a chi cammina al nostro fianco, e a chi lo farà da oggi in avanti!

 

Foto: fonte ansa.it